Il Mattino, edizione Salerno 7 aprile 2020

“Curre curre… il Covid non ferma Rural Dimensions”

di Davide Speranza

“Al momento si delinea un quadro incerto per quanto riguarda i prossimi mesi. Resteremo in continuo aggiornamento sperando, appena possibile, di poter dare notizie certe sui prossimi eventi e laboratori”. Anche Rural Dimensions Festival dovrà rivedere la propria formula e l’organizzazione lo fa capire a chiare lettere sul sito ufficiale della manifestazione, alla quale dalla prossima settimana sarà affiancata una piattaforma per continuare le attività in “smart working”. Arte, ruralità, orti comunitari, borghi antichi e ancora teatro, cinema, musica, fotografia, trekking. Tutto organizzato dall’Associazione Rehub Alburni sul territorio di Bellosguardo. Quaranta giovani del paese cercano di contrastare da anni lo spopolamento delle aree interne, quelle a sud del Salernitano, richiamando pubblico e artisti e valorizzando bellezze paesaggistiche, risorse umane locali. Ma il Covid-19 non guarda in faccia a nessuno. Ma se il programma è in attesa, il festival non si piega: parte dei progetti saranno fruibili in rete. “Abbiamo dovuto ripensare le attività – dice Mele, tra i fondatori dell’iniziativa – Volevamo fare un passo avanti, programmare un progetto più lungo che terminasse con concerti. Ma quest’anno sappiamo che non possiamo fare assembramenti. Lunedì partirà una prima “call” per il Workshop di Nicola Ingenito, che l’anno scorso ha fatto una serie di incontri producendo racconti di persone pubblicati nei Quaderni di Bellosguardo. Abbiamo così aperto un blog. L’esito sarà la pubblicazione di nuovi racconti”.
Ingenito – già collaboratore alla sceneggiatura del film “Martin Eden” di Pietro Marcello, accoglierà le storie degli iscritti, le loro solitudini, la cronaca di queste settimane e non solo. Le opere dei partecipanti trasmigreranno tra i diversi laboratori, come quello di Vinicio Marchioni e Milena Mancini rivolto agli attori o il workshop di Marco Messina, anima e mente dei 99 Posse, la band che nel 1993 pubblicava l’album “Curre curre guagliò” simbolo di una generazione. Messina infatti, incarna la figura del direttore artistico al Rural Dimensions e avrebbe dovuto organizzare due grossi concerti. “Fin quando non ci sarà una cura per il virus, la vedo difficile – dice Messina – Siamo stati costretti a rimodulare il festival. Ma Rural si rimodula facilmente. In fondo il concerto non è l’elemento portante. L’obiettivo è continuare a creare comunità, a guardare agli stili di vita più sani. Abbiamo sempre portato artisti che avevano possibilità di fermarsi e vivere il luogo di Bellosguardo, di far scoprire un altro Cilento, quello interno. Sulla parte spettacolare, si potrebbero organizzare dei reading musicati, sonorizzazioni live di film muti, eventi nel campo del teatro e musica che consentano di mantenere distanza di sicurezza. Quando finirà questo incubo, spero si ripenserà al modello di sviluppo, alla socialità, al nostro rapporto con l’ambiente. Curre curre guagliò è sempre stato un messaggio di speranza, lo è stato per la mia generazione e lo sarà per la prossima. Avremo voglia di correre e di correre per un mondo più sostenibile per l’uomo e per la natura. Un messaggio che a Rural Dimensions lanciamo ormai da tempo”.  

Il Mattino, edizione Salerno, 7 aprile 2020

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